Ai piedi di DAFNE (3)

Categoria: femdom | Pubblicato da: Anonimo


Era arrivato il giorno che aspettavo con ansia, il sabato, quando arrivai i suoi genitori stavano caricando nella macchina le valigie.

-ciao Francesco (il padre di Dafne)

-oh ciao Davide come stai?

-bene grazie

- cos’ hai fatto al labbro

-no è che l’altro giorno al cinema ho sbattuto contro quelle porte che si aprono a doppio senso come un cretino!(ma la verità non era questa, e voi la sapete!).

-ah

Ed andai in casa salutando anche la madre e la sorella di Dafne che stavano uscendo in quel momento.

-ciao Dafne

-lo accetto solo perché ci sono i miei, senno dovresti già stare ai miei piedi lo sai vero?-mi disse all’orecchio

-si Padrona -sottovoce

-andiamo in camera ho una sorpresa per te!

-ok

Entrammo nella sua cameretta e prese da sotto il letto una valigetta con la chiusura con il “codice”.

Aprendola ne estrasse corde e foulard(credo si scriva cosi) e tre nastri di scotch

Io rabbrividii

-sei contento?

- emh…

- emh cosa?

-si padrona…

Il bondage non l’avevo previsto, e non ci avevo mai pensato.

-hai intenzione di tenermi legato per tutto il week-end?

-mmh…

Mi lasciò un pizzico di speranza

-si!

Che poi mi tolse…

- Seguimi deficiente

-si Padroncina

Andammo in salotto e mi disse di mettermi a quattro zampe davanti al divano, io eseguii e mi usò come poggiapiedi mentre lei si era seduta e guardava la tv, stemmo così per un oretta, finche non suono il campanello…

-oh le mie amiche

-le tue cosa????

-le tue padrone!

-no dai avevi detto che non lo dicevi a nessuno

-e chi se ne frega, se non stai zitto lo dico anche ai tuoi amici…

-ok ok ok, sto zitto

Lei rise

-sei in mio potere, sei il mio giocattolo, farai tutto quello che voglio senza che tu possa farci niente.

-si Padrona hai ragione

-oh ciao Claudia, ciao Roberta, come state?

-bene-disse Claudia

-sono eccitata!-rispose Roberta – dov’è lo schiavo?!

Io sbucai da dietro il divano a quattro zampe

-ciao claudia-la conoscevo già- piacere Roberta - lei l’avevo conosciuta ora

La mia padroncina si arrabbiò vedendo che non gli avevo baciato i piedi per salutarle

-che cazzo fai deficiente, salutale com’è giusto che saluti uno schiavo come te

-mi scusi padrona, non accadrà più

E mi chinai per baciare i piedi delle mie aguzzine.

Loro scoppiarono a ridere vedendo un ragazzo della loro stessa età prostrato ai loro piedi per baciarglieli.

-avanti deficiente andiamo di sopra

Ed intanto mi aveva rimesso il collare a strozzo del suo cane, potevo ancore sentirne la puzza…

Salimmo le scale con Dafne davanti che mi tirava per il collare e Roberta e Claudia dietro che mi davano i calci sul sedere.

Appena entrati in camera sua mi legarono i polsi dietro la schiena e le caviglie con delle corde, strette molto bene, e poi legarono le corde tra di loro in modo che non potevo fare nessun movimento tranne quello di ruotare la testa.

Cosi mi misero a fianco al letto, e loro sedute sul bordo che muovevano i loro piedini sulla mia faccia, quelli di Claudia non erano particolarmente belli, anzi erano un po’ tozzi, mentre quelli di Roberta erano belli, e anche molto grandi, un 40 minimo. Puzzavano da morire, tutte e tre per dispetto non li avevano lavati e cosi oltre che puzzolenti erano anche sporchi, iniziò la mia padrona a farseli leccare, per far vedere alle sue amiche…

Sapevano di sudore ma mi piaceva moltissimo, e le amiche di Dafne se ne accorsero e iniziarono a giochicchiare con il mio pene dandogli calcetti ( che sul pene anche piano fanno male lo stesso!)

E salendo sul mio culo cosi che il mio pene si schiacciasse contro il pavimento.

Poi fu il turno di Claudia che aveva la pianta piena di polvere perché aveva camminato scalza per tutta la camera, ma io leccai senza fare storie perche sapevo che se non lo facevo eran botte, e poi l’avrei dovuto fare comunque… quindi mi feci coraggio e leccai, la mia lingua si faceva pastosa ad ogni leccata, e loro godevano in questo, quando ebbi pulito alla perfezione le “fette” di Claudia venne il turno di Roberta, che si scoprì la più sadica, perché aveva i piedi sporchissimi, ma non di polvere, ma di sudore, le dita erano piene di quelle cose nere che si formano con il sudore in mezzo ai piedi, e ce n’erano anche sotto la pianta, e ovviamente non mi fece leccare subito ma mi “poggiò” i piedi sul naso costringendomi a odorare per 15 minuti, anche di più, mi sembrarono un’eternità, ma sopportai, e poi dovetti anche leccare ovviamente, lo sporco dalle dita era venuto via subito, ma quello sotto la pianta non veniva via e loro nel vedere i miei tentativi si stavano scompisciando dalle risate.

-posso usare i denti?

-si- rispose Roberta – ma se mi fai male ti schiaccio la testa sotto i miei piedi!

-non si preoccupi Padrona - risposi io

Ma subito dopo averlo detto Dafne mi diede un calcio sulla bocca della stomaco da farmi smettere di respirare per 20 secondi anche più, e disse

-la tua padrona sono io, loro le devi chiamare…mmh… padroncine!

-sono stata chiara?

Non riuscii a rispondere, stavo ancora riprendendo fiato

Cosi mi prese l’uccello in mano e lo strinse fortissimo, ed io non riuscii a trattenere un urlo

-rispondi immediatamente o te lo strappo

-si Padrona, è stata chiarissima - lo dissi mentre piangevo per il dolore

E continuai a pulire i piedi di Roberta che ne frattempo mi stava tirando i capelli per la noia.

Quando ebbi finito di pulirgli i piedi mi slegarono e mi portarono in camera da letto dei suoi genitori per poi rilegarmi al lettone, i polsi li legarono a dei “pomelli” sulla spalliera e le caviglie alla fine del letto(non so come si chiama scusate) sempre a dei “pomelli”, con la pancia all’aria. Poi mi salirono sopra, Roberta a gambe incrociate sul mio pene, claudia sul mio petto e Dafne col culo, senza mutandine, sulla mia faccia. Dopo qualche minuto io mi ribellai a quella posizione perche non riuscivo a respirare

-brutto stronzo-disse la mia padrona- come osi ribellarti a me?

-mi…mi dispiace ma non riuscivo più a respirare

-e a me che me ne frega che tu stai soffocando?

-la prego mi perdoni-dissi con aria veramente dispiaciuta, come se sarei dovuto soffocare per non dar fastidio a lei

-no, ci vuole una punizione

-slegatelo –ordino alle sue amiche

-e andiamo al bagno-disse con una risatina diabolica

Le seguii gattonando

-metti la testa nel water-mi ordinò

-no dai amore ti prego

-amore?...amore??? io ormai sono la tua padrona! Non il tuo amore

-ora infila la tua testa di cazzo nel water e chiudi la bocca

Io lo feci, lei tiro giù la tavoletta e si sedette senza preoccuparsi che mi stava facendo un male cane sul petto, e intuii che stava per pisciarmi in faccia

-no ti prego, perdono-la implorai ma lei fece finta di niente, anzi mi dava dei calcetti sul pene par farmi azzittire

E prima di accorgermene un fiotto di calda orina mi stava già inondando la faccia finendomi nel naso e negli occhi, che mi bruciavano molto

-ti prego basta-urlai, ma della pipi mi fini anche in bocca

Lei se ne accorse e mi costrinse a farmela ingoiare

Intanto sentivo le sue amiche che ridevano a crepapelle, come se fosse la cosa più normale al mondo pisciare in faccia ad un'altra persona.

Ma non era finita qui…

-sai deficiente, ieri sera ho mangiato pesante, e ho la pancia piena di gas-scoppiarono a ridere tutte e tre dopo che una scorreggia sonora invase i miei sensi

Ne seguirono un'altra, ed un'altra ancora fino a che non vidi il buco del sedere allargarsi e vidi uscire un grosso pezzo di merda che mi prese in un occhio, lei si alzò un attimo per far vedere alle sue amiche le sue “prodezze” per poi risedersi e fare tutta la cacca che aveva in faccia a me, non mi chiese di mangiarla, ringrazio dio per questo, però chiuse anche il copri water e mi lascio li dentro a sentire quella puzza per qualche minuto, per poi spingermi con una scopa tutta la capoccia dentro al water e tirare più volte lo sciacquone.

-visto non sono stata poi cosi cattiva, ti ho anche pulito!

-grazie padrona…

Poi mi “mummificarono” con il nastro da pacchi impedendomi ogni movimento e mi buttarono nella vasca da bagno (vuota) e mi misero scarpe e calzini in faccia lasciandomi li fino al mattino seguente, senza mangiare ne bere.

-deficiente come stai?

-male

-perche?

-ho sete

-beh allora la punizione ha funzionato direi!!!

-si, scusami Padrona per ieri, non lo farò più

-mi sembri veramente dispiaciuto, ti sciolgo

Ovviamente le amiche di Dafne avevano dormito da lei quella sera e la mattina erano ancora eccitate nel farmi fare qualsiasi cosa volessero.

Dopo avermi sciolto mi portò giù di sotto e mi disse che potevo andare a mangiare e bere, ma dovevo fare veloce perche voleva farsi leccare i piedi.

Io ovviamente feci tutto in 5 minuti e stavo già li da loro in salotto, stavano tutte e tre sul divano e io mi misi li davanti a fare il poggiapiedi, siamo stati li per più di mezz’ora, ma a me piaceva fargli da poggia piedi.

-sdraiati-mi disse Padron Dafne

-subito mia Padrona

In men che non si dica stavo già sdraiato per terra aspettando nuovi ordini.

Lei non mi diede ordini, ma mi salì sopra il petto, poi la seguirono Roberta, sulla pancia e claudia aspettava di poter salire anche lei, intanto la mia padrona mi aveva messo un piede sulle labbra che io baciai poi mi infilò l’alluce tra la guancia ed i denti e spinse verso il basso, non faceva malissimo, però un pochino si, poi mi salì con tutti e due i piedi in faccia, questo faceva molto male ma il dolore veniva eliminato dal piacere di sentire i suoi piedini fantastici sulla mia faccia, intanto era salita anche claudia, prendendo il posto che Dafne le aveva lasciato sul petto, intanto Roberta (la sadica!) mi stava strizzando il pene con i piedi infilandolo tra l’alluce e l’indice( se cosi si chiama!), aveva le dita molto lunghe quindi lo riusciva a prendere bene, e claudia la più timida mi saltava a piedi uniti sul petto, facendomi molto male, dopo un po’ scesero e mi sentii MOLTO meglio, si sedettero sul divano. Adesso con la schiena tenevo i piedi di Dafne e di Claudia e con le mani sorreggevo i piedoni di Roberta che mi ordinò di leccare. Dopo il servizietto che le avevo fatto il giorno prima non erano più sudati, ma ci camminò scalza per tutta casa, quindi erano sporchissimi, ma leccai, senza mostrare neanche troppo schifio. Dopo l’ora di pranzo le sue due amiche dovettero andar via e rimasi da solo con lei, leccandogli i piedi per parecchio tempo, poi mi diede le sue scarpe e mi costrinse a leccarne le suole, che erano molto sporche, io, vista la punizione del giorno prima non aprii bocca, se non per leccargli le scarpe, quando ebbi finito i suoi stavano per tornare e mi ordinò di andarmene.


Commenti

Cerca
Avviso
Questo sito di racconti erotici è riservato ad un pubblico adulto,
i minorenni e chiunque si possa sentire offeso dai contenuti qui proposti è pregato di abbandonare il sito web.