Notte gay per ordine della mia padrona

Categoria: gay&lesbo | Pubblicato da: Anonimo


Ormai le volte in cui ero stato la schiava della mia padrona, non so più quante erano, oramai le volte in cui il suo strap-on era entrato dentro di me erano davvero tante.
E tutte le volte ricordo le sue frasi fantasiose di “stimolarmi” una teorica omosessualità…
Frasi come: - PENSA COMETI PIACEREBBE SE CI FOSSEUN UOMO CHE TE LOMETTESSE IN BOCCA. -
Oppure: - PENSA COME TI PIACEREBBE SENTIRE TULLA SBORRA DI UN UOMO IN GOLA… -
E così via… E come tutte le fantasie della mia Padrona sentivo, e temevo, che prima o poi sarebbe diventata realtà.
Era un venerdì sera, ero appena rientrato dal lavoro, e lei mi dice: - CENIAMO PRESTO, PERCHE’ POI HO UNA SORPRESA. –
Non sapevo minimamente di cosa si trattasse, pensavo qualcosa di bello, così mangiamo subito, e poi vado a farmi la doccia.
Quando esco dalla doccia mi trovo davanti un immagine davvero strana: sul letto vedo un corpetto nero, un perizoma anch’esso nero, una minigonna rosa ed un paio di calze autoreggenti, anche queste ultime di color nero.
Fin dal primo momento capisco che non si tratta di vestiti di mia moglie, dato che la gonna è ben più larga di quello che servirebbe a lei.
Tutto mi si chiarisce quando il mio sguardo cade sul paio di sandali argento tacco 12 che ci sono ai piedi del letto, sono troppo grandi per essere sui, un numero 47 per la precisione.
Ecco, ora ho capito tutto.
Lei entra in camera: un paio di jeans aderenti che esaltano il suo splendido culetto, e terminano dentro un paio di stivali neri, ed una camicetta bianca molto carina.
- TI PIACE COME COMPLETO? –
Mi chiede riferendosi ai vestiti sul letto; io rispondo di sì.
- ALLORA VESTITI DAI, CHE POI ANDIAMO A GIOCARE. –
Lei esce dalla stanza. Io, come mi ha detto, inizio ad indossare i vestiti che mi ha preparato: prima il perizoma ed il corpetto, poi le calze autoreggenti, la gonna, ed infine i sandali, nonostante qualche difficoltà allacciando il laccetto che racchiude la caviglia; ora supero di non poco i due metri di altezza.
A questo punto esco dalla camera e vado in salotto, dove lei mi aspetta sul divano.
- WOW! CHE BELLA PUTTANELLA CHE SEI! –
Io non rispondo, ho già paura.
- BENE DAI, POSSIAMO ANDARE. STASERA GUIDO IO, NON PENSO CHE RIUSCIRESTI CON QUELLE SCARPETTE… IHIHIH –
Mi fa indossare un accappatoio blu, scendiamo insieme lescale, stranamente e con molta sorpresa, non ho grandi problemi a camminare con un tacco 12 ai piedi, infatti anche lei si stupisce e mi fa i complimenti.
Saliti in macchina le chiedo dove andiamo, e lei non esita a darmi spiegazioni:
- ANDIAMO VICINO A MILANO. –
- VICINO MILANO!? – rispondo stupito – A FARE COSA?? –
Orami spiazza, illustrandomi per bene tutto ciò che si è preparata:
- IN QUESTI GIORNI TI HO PRESO QUESTI BELLISSIMI VESTITI, MA Più CHE TUTTO HO ORGANIZZATO UNA BELLA SERATA MOLTO DIVERTENTE PER TE… GIROVAGANDO SU UN SITO INTERNET DI INCONTRI, HO TROVATO TRE RAGAZZI GAY A CUI HOFATTOUNA PROPOSTA: SOTTOMETTEREIL MIO SCHIAVO MENTRE IO MI DIVERTO A GUARDARLO SOFFRIRE. –
A questo punto cado un po’ nel panico ma non troppo, perché so bene che quando la mia Padrona vuole qualcosa devo farlo, perciò mi rassegno, e sono pronto a subire quello che lei vuole.
Nel corso del viaggio mi illustra tutti i particolari della serata: ci fermeremo in un albergo dove la stanza è già stata prenotata e pagata da loro, noi arriveremo lì, e poco dopo ci raggiungeranno anche loro.
Mi dice che uno dei tre si vanta di avere un cazzo molto grosso, ed avendo visto le sue foto lei può testimoniare che è vero, e qui una sua battuta mi fa preoccupare: - PENSA COME STARANNO BENE I SUI 24 CENTIMETRI NEL TUO BEL CULETTO… IHIHIH! -
Mi dice che con loro hanno fissato delle regole: lei guarda soltanto, ma se vuole può dirgli cosa devono farmi o come devono farmi alcune cose; loro saranno soltanto attivi, l’unico che deve subire sono io, d'altronde, sostiene lei, vestito così sarò una bellissima troietta per loro; loro possono farmi ciò che vogliono, cioè possono penetrarmi sia nel culo che in bocca; e soprattutto possono sborrarmi in bocca, ed anche nel culo, ma non in faccia; ed io non posso sputare, ma dovrò ingoiare tutto, d'altronde a lei piace molto vedermi ingoiare la mia stessa sborra, e stavolta potrà vedermi ingoiare quella di qualcun altro.
Ultima cosa, ma non meno importante, lei ha deciso che io non posso essere nudo, dovrò tenere questi vestiti sempre addosso, d'altronde a loro basterà alzarmi un pochino la gonna, non molto visto che è davvero corta, e spostarmi leggermente il perizoma.
Il viaggio prosegue tranquillo,anche se sono un po’ agitato, ogni tanto abbasso lo sguardo a guardare come sono vestito, una sensazione strana, più sottomesso di così sarebbe impossibile.
Arriviamo davanti all’albergo, parcheggiamo e scendiamo dall’auto, un albergo un po’ in periferia, meglio così penso, almeno non mi vede nessuno.
La Padrona non esita a portarmi dentro l’albergo vestito così, mi sento in imbarazzo, ci avviciniamo al signore alla reception, sotto l’accappatoio sono ben visibili le autoreggenti nere e di sandali argento, senza pensare al rumore che fanno i miei tacchi mentre cammino, il signore non batte ciglio, segno che sono abituati a vedere gente “strana” qui; ci da le chiavi e saliamo in stanza.
Entriamo nella camera, non è molto grande, ma con un grosso letto matrimoniale al centro, un divano ed una poltrona.
- TU SDRAIATI SUL LETTO. –
Come ha detto la mia Padrona mi sdraio sul letto, una gamba distesa ed una piegata, lei intanto accende la tv e si siede comoda sulla poltrona.
- ECCO, QUESTO SARà IL MIO “ POSTO IN PRIMA FILA” PER LO SPETTACOLINO DI STASERA!” –
Io inizio a sentire un po’ di agitazione, e dopo qualche minuto, proprio mentre l’agitazione sta scendendo, bussano alla porta
- AVANTI –
Dice Letizia.
Ed entrano due ragazzi, la Padrona si alza e va a dargli la mano per fare conoscenza.
Lei, da loro, è conosciuta come la “Padrona”, non sanno i nostri nomi, loro sono Massimo, 24 anni, e Michele, 28 anni.
- E LEI è LA PUTTANA? -
Chiede Michele indicandomi.
- Sì, è LEI, E STASERA DOVETE FARLA GODERE PER BENE!!! –
Risponde Letizia mostrando un bel sorriso.
Intanto bussano ancora alla porta: è Mario, quello dei 24 centimetri, entra anche lui, ora ci sono tutti, può iniziare lo spettacolo per la mia Padrona!
La Padrona si volta, e si avvia verso la sua poltrona, dove si siede ed accavalla le gambe.
La guardo, sembra una vera regina che si è appena insediata sul suo trono, è splendida.
- AVANTI, ADESSO È TUTTA VOSTRA!!!! –
Esclama lei indicandomi.
I tre ragazzi mi guardano, i primi che si avvicinano al letto dove sono disteso, sono Massimo e Michele, si capisce bene che sono omosessuali da molto, lo capisco da come si spogliano davanti ad un altro uomo; Michele è molto femminile, suppongo che sia uno a cui piace molto essere passivo, ma stasera, per volere della mia Padrona, saprà essere molto “uomo” anche lui.
Letizia mi aveva parlato solo del bastone di Mario, ma vedendo gli altri due nudi vicino ame, noto che anche loro non sono messi male…
L’ultimo a denudarsi è Mario, è davanti al letto,si spoglia, ma quando rimane solo con gli slip addosso, di cui noto un enorme rigonfiamento, si volta, verso la Padrona, si cala gli slip, poi sento:
- VEDRAI COMEGODE LA PUTTANA CON QUESTO! –
Guardo Letizia, non dice nulla, sul suo viso c’è un sorriso molto malizioso che lascia poco all’immaginazione: mi vuole vedere sottomesso da quel cazzo enorme!
Mario si volta verso di me,ora lo posso vedere anche io, il suo grosso cazzo fa paura, èenorme, dritto verso di me…
Anche lui si avvicina bene al letto, io sono lì, in mezzo a loro tre,sento paura, alzo lo sguardo verso la mia Padrona, è sempre più bella, e sul suo viso quel sorrisetto malizioso non accenna a spegnersi.
Prendo il poco coraggio che mi rimane a quattro mani: Basta! Vuole questo? È il suo volere? Sì, mi vuole umiliare così, perché è questo che le piace… Allora non posso deluderla, sono pronto, non so come andrà a finire per me, ma lei stasera sarà soddisfatta, sarò schiavo fino infondo, pronto a tutto….
Mi giro, mi allungo verso il fondo del letto, sono a gattoni, con il volto rivolto verso il grosso cazzo di Mario.
Non so perché, anzi, lo so bene, porto la bocca verso di lui per la paura di averlo subito dietro di me.
Lui si avvicina sempre di più, apro la bocca, ed è già dentro; lo sento, è grosso…
- BRAVA PUTTANA! –
Quasi mi spavento, ma mi accorgo che è la voce di Letizia. È lei che mi incita.
- BRAVA! BRAVA! SUCCHIA BENE DAI! –
Lo prendo come un ordine, continuo; inizio ad andare avanti ed indietro con la bocca… mamma mia quanto è grosso…
In fondo non sento una gran differenza rispetto allo strap-on di Letizia, sento che è caldo, sento la pelle che si muove,ma è simile, mi sento quasi sollevato, pensavo peggio.
Intanto anche dietro di me sento che c’è del movimento, Michele e Massimo sono saliti sul letto.
- FORZA! SCOPATELA PER BENE! –
La mia Padrone vuole divertirsi fin da subito.
Uno dei due, non so quale, mi sposta leggermente il perizoma, sento una goccia di saliva cadermi dritta sul mio buchetto; non faccio in tempo a sentire l’umidità della saliva, che sento qualcosa di caldo che vuole entrare.
Mi concentro su ciò che ho in bocca, mi rilasso, così da non fare resistenza dietro.
Eccolo,sta entrando, piano piano, il dolore non è molto, ed è tutto dentro di me, cerco di non pensarci, impegnandomi a succhiare il cazzo di Mario.
Ogni tanto alzo lo sguardo per vedere la mia Padrona, non cambia posizione, sembra tranquilla, la serata le piace.
Sento che il cazzo che stava nel mio culetto è uscito, non mi ha fatto male, avrei detto che era più doloroso, poi sento uno dei due che era alle mie spalle, penso chi mi stava penetrando fino poco fa, che scende dal letto, si avvicina a Mario, davanti a me, oralo vedo, è Massimo, porta il suo cazzo vicino alla mia bocca, Mario esce, finalmente ho la bocca libera, anche se sarà per poco…
Manon faccio in tempo a pensare a d altro che Michele si fa largo tra le mie natiche ed entra…
Meglio così, mi rassegno, almeno mi allargano bene prima che tocchi a Mario incularmi,così sentirò meno dolore.
Ora aspetto che Massimo entri nella mia bocca, ma aspetta un po’…
- PADRONA, HAI DETTO ALLA PUTTANELLA QUANTO SBORRO IO? – dice Michele all’indirizzo di letizia.
NO. – risponde lei – SAI PUTTANELLA, MICHELE FA QUASI SEMPRE IL PASSIVO, PERCHE’ QUASI TUTTI HANNO PAURA DELLA SUA SBORRA; VISTO CHE NE FAMEZZO BICCHIERE ALLA VOLTA!IHIHIH.
Questo non me lo aveva detto, ho quasi paura, “per fortuna” Massimo mi infila il cazzo in bocca, così almeno adesso penso a quello. Per qualche minuto la situazione non cambia, Michele mi incula mentre sono intento a spampinare Massimo; il suo cazzo ha un buon odore, nel senso che non è fastidioso, perché succhiarglielo comunque non mi piace. Dentro e fuori, un po’ mi muovo io,un po’ si muove lui.
Letizia decide che è arrivato il momento:
- DAI MICHELE, VEDIAMO SE LA SUA BOCCA è ABBASTANZA GRANDE PER TUTTALA TUA SBORRA! –
Michele lo toglie dal mio culetto, io mi giro subito, se Letizia vuole questo la farò felice; apro la bocca, e sono io a prenderlo dentro, la sento quasi stupita, forse non si aspettava che avrei fatto una cosa simile.
In questo modo ora il mio culetto è lì davanti a Mario, sento che mi alza la gonna, lo punta sul mio buchetto,ed entra, penso sia finita, ma non ho fatto bene i conti con le sue dimensioni, lo spinge dentro tutto, provo un dolore atroce, mai nulla era entrato così in profondità, sento spingere in pancia, mamma mia quanto è grosso….
Ora i problemi sono due, quello più grosso è nel mio culetto, quello che sborra di più è nella mia bocca…
Giro lo sguardo, verso la mia Padrona, non aspetta altro di vedermi ingoiare.
Non mi curo più del dolore che mi provoca Mario, mi concentro su Michele, lo lascio uscire dalla mia bocca, ed inizio a giocare con la mia lingua sulla sua cappella.
- BRAVISSIMA PUTTANELLA! – è sempre Letizia che mi incita – DAI! CONTINUA COSì! –
Non esito, continuo con la lingua, lo faccio solo per lei.
Poi apro bene la bocca, e lo prendo tutto dentro, su e giù, dentro e fuori,lo sento ingrossarsi, sento le sue vene che pulsano…
Eccoci, ci siamo: sento sempre più caldo in bocca, sento che sta uscendo qualcosa, non si ferma più, non penso ad altro, smetto di muovermi, piego il corpo verso il basso, ed inarco la testa verso l’alto, così Letizia può vedere tutto.
Apro la bocca il più possibile, ora ci si può vedere dentro, anche se c’è ancora il cazzo di Michele.
Capisco che prima non scherzavano, non è stato un getto forte, ma è durato tantissimo; ora lo tira fuori, giro la testa verso la mia Padrona, sempre con la bocca spalancata; capisco che la mia bocca è piena, perché sento colare qualche goccia sul mento; Letizia mi guarda, sorride….
- ADESSO FAMMI VEDERE COME TIPIACE! –
Non esito, chiudo la bocca ed ingoio tutto; un sapore aspro mi inonda la gola, ormai è fatto, la mia bocca è vuota.
Mi giro ancora verso Letizia, apro la bocca per mostrarle che è vuota.
- BRAVISSIMA SCHIAVETTA! SEI PROPRIO UNA VERA PUTTANA! –
Non faccio in tempo a capire cosa ho fatto che Mario mi viene nel culo, c’è poco da immaginare, sento tutto il suo calore, che non fa altro che provocarmi ancora più dolore.
Il peggio è passato, ormai Mario mi ha Sfondato e Michele mi ha riempito la bocca.
Manca Massimo, che si avvicina alla mia bocca: ci risiamo, ennesimo pompino!
Glia altri due si rilassano vicino al letto, mi sento più “libero”.
Letizia si alza dalla sua poltrona, si avvicina al letto, si siede in parte a me, non so cosa vuole.
Mi mette una mano sulla testa,ora è lei a muovermi mentre mi prende in giro:
- NON SEI NEMMENO CAPACE DI FARLO SBORRARE! –
Allora mi impegno di più, insisto, sempre più forte, mi concentro su ciò che vuole lei, ed ecco che dopo un attimo mi ritrovo ancora una volta con la bocca piena! Per fortuna questa volta è poca, penso…
Così mostro ancora una volta la bocca piena a Letizia, e poi ingoio tutto in un colpo.
Massimo scende dal letto, si riveste, deve andare via.
- IO ORA DEVO ANDARE, DEVO LAVORARE STANOTTE. –
- E’ STATO UN PIACERE. – risponde Letizia.
Un bacio sulla guancia, una frase del tipo “sei molto carina, se non fossi gay mi faresti impazzire” a cui Letizia risponde con un sorriso, si scambiano i numeri di cellulare e poi lui esce e se ne va.
- E VOI DUE? ANDATE O NE AVETE ANCORA? –
Secondo round….
Salgono entrambi sul letto, Michele dietro di me, Mario davanti, ormai dietro sono largo abbastanza, e Michele entra tutto in un colpo; intanto apro la bocca, anche Mario è dentro di me.
Sto fermo, ci pensano loro a muoversi, Letizia è tornata sulla sua poltrona, comoda a godersi lo spettacolo.
Stavolta ci vuole più tempo, non ci faccio caso, sto fermo, subisco, ed aspetto.
Ecco che Mario viene, sento la sua sborra entrarmi in gola, mando giù subito, ho voglia che finisca tutto presto….
Ormai sento che la serata sta per finire, non vedo l’ora che venga anche Michele, intanto Mario scende dal letto, va a sa lutare Letizia, un paio di complimenti reciproci, e si riveste, poi apre la porta ed esce, io intanto aspetto che anche Michele finisca.
- EHI MICHELE! – Esclama letizia – MI RACCOMANDO, NON VENIRGLI NEL CULO A QUELLA PUTTANA! QUANDO SEI PRONTO SBATTIGLIELO IN BOCCA E FAGLI IL PIENO! –
Eccola, lo sapevo, vuole umiliarmi fino all’ultimo.
Però dai, capisco davvero che stiamo finendo, mi concentro, lui non fa male.
Sto immobile, appena sento che sta uscendo, mi giro di scatto, ho già la bocca aperta, ed eccolo che entra, lo sento che sta scoppiando, si lascia andare, si sfoga nella mia bocca.
Il suo sperma mi riempie, lo sento sulla lingua, sulle labbra, ovunque.
Ripeto ancora una volta lo stesso copione: bocca spalancata, accolgo tutto fino all’ultima goccia, è tanto, forse più di prima, è caldo.
Mi volto verso la mia Padrona, ingoio.
Il suo sapore mi inonda la gola per la seconda volta,mi sento pieno…
Ora è finita davvero penso, Michele scende dal letto, saluta Letizia come hanno fatto anche gli altri,un bacio, scambio dei numeri di telefono edun paio di complimenti
- CAVOLO QUANTO SBORRI! –
- GRAZIE, SCOMMETTO CHE ALLA TUA PUTTANELLA E’ PIACIUTA TANTISSIMO!-
Si veste e se ne va. Letizia si alza, si avvicina a me, si siede sul letto, mi guarda e sorride
- BRAVISSIMA PUTTANELLA! SEI STATA PROPRIO BRAVISSIMA! SE VUOI POSSIAMO DORMIRE QUI, LA STANZA E’ PAGATA FINO A DOMANI MATTINA. –
Annuisco, sono ko.
- ALLORA OK, PERO’ PUOI TOGLIERTI SOLOLA GONNA EDI TACCHI, NON PUOI DORMIRE NUDO CON UNA PADRONA!. –
Letizia va verso il bagno,io rimango immobile sul letto. Dopo un attimo esce, si avvicina alla poltrona e si siede.
- DAI PUTTANA, TELO SEIMERITATO, PUOI SBORRARMI SUGLI STIVALI. –
Incredibile penso, un po’ di gioia anche per me.
Mi avvicino, mi inginocchio davanti a lei, alzo leggermente la gonna, sposto il perizoma e me lo prendo in mano, solo a vederle gli stivali mi diventa duro, inizio a segarmi, con forza.
Ci metto molto poco, i suoi stivali mi fanno impazzire, e glieli inondo con la mia sborra.
- UHMMMMM – la sento sospirare.
Sono esausto adesso.
- SAI COSA PENSAVO? ORMAI CON TUTTA QUELLA CHE HAI INGOIATO STASERA, UN Po’ DI SBORRA NON CAMBIA MOLTO… LECCA DAI, NON VORRAI LASCIARMI CON GLI STIVALI TUTTI SPORCHI… -
Era logico, non poteva finire bene per me la serata, ma non vedo l’ora di smettere, perciò mi chino sui suoi stivali, apro la bocca, e con la mia lingua inizio a pulire tutto il mio sperma, lo prendo e lo porto nella mia bocca, lo ingoio. Pochi minuti ed i suoi stivali sono come nuovi, belli lucidi, finalmente è finità!
Mi alzo, slaccio i sandali, tolgo la gonna,emi infilo nel letto insieme a lei.
Un bacio della buonanotte, e cado nel sonno.
La mattina seguente mi sveglio, Letizia si sta già vestendo.
- DAI, VESTITI CHE ANDIAMO. –
- MA?! COME MI VESTO?? –
Chiedo io ancora un po’ intontito.
- CON I VESTITI CHE AVEVI IERI; IO MICA TE NE HO PORTATI ALTRI. –
Vabbè, fatto 30, facciamo 31, in fondo con tutto quello che mi ha fatto fare ieri, vestirmi ancora da donna non è nulla di strano…
Prendo la gonna, me la infilo,; poi mi avvicino ai sandali, li indosso, allaccio il cinturino alla caviglia e mi alzo, infilo l’accappatoio e scendiamo.
Lasciamo le chiavi, andiamo verso la macchina; non sento dolore al culo, ma sento ancora un sapore molto amaro in bocca. Letizia prima di accendere la macchina si volta verso di me, si avvicina, e ci diamo un bel bacio.
- TI ADORO AMORE MIO! –
Mi dice.
- TI AMO TESORO. –
Le rispondo. Un attimo di silenzio, poi: - ANCHE SE PUZZI DI SBORRA! IHIHIHIHIHIH! –
Ribatte lei con il suo solito sorrisetto malizioso.
- MI SONO DIVERTITA TANTISSIMO IERI SERA! ERI UNA PUTTANELLA SPLENDIDA! ADESSO ABBIAMO I LORO NUMERI DI TELEFONO, MAGARI IN FUTURO CI VEDREMO ANCORA… COSA NE DICI? –
Non rispondo, voglio solo tornare alla nostra vita di sempre, dove lei comanda ed io ubbidisco, dove sono la puttana solo per lei, dove il suo cazzo mi penetra dolorosamente, ma solo il suo; è stato bello, vederla felice mi faceva godere, rendeva felice anche me, ma i loro cazzi nel mio culo non mi piacevano, sentire i loro sapori in bocca mi disgustava, ed ingoiare tutta quella sborra era schifoso…..
Infondo, è molto più buona la mia, soprattutto quando la lecco dalle sue scarpe!!!


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