Francine

Categoria: tradimenti | Pubblicato da: Anonimo


Ho 43 anni, vivo e lavoro a Roma, città che offre tanto sotto tutti i punti di vista, anche dal punto di vista sessuale, sono sposato ma ho avuto alcune esperienze extramatrimoniali, questa è l'ultima che mi è successa.
Tutte le mattine quando vado al lavoro passo in un bar per fare colazione, caffè, cornetto e quattro chiacchiere con il barista, andando molto presto la mattina incontro persone che hanno terminato il turno di notte, qualche muratore che va a ristrutturare qualche locale in zona e alcune signore che fanno le pulizie negli uffici della zona e poi c'era lei, una bella donna, 40 anni circa, alta 170, corporatura magra, capelli corti a caschetto biondi, vestita sempre bene quasi elegante, strano per quell'orario, prima delle 7 del mattino, non riuscivo a capire cosa facesse, poi il barista mi disse che anche lei faceva le pulizie negli uffici, era francese ma viveva a Roma da diversi anni perchè aveva sposato un nostro connazionale da cui ha avuto due figli e in seguito si è separata e ha dovuto trovare questo lavoro.


Una mattina, complice il barista, ci siamo presentati, si chiama Francine, ha 39 anni, lavora per una ditta di pulizie a causa dalla separazione dal marito, si sono lasciati per incompatibilità così ha detto, niente storie di tradimenti, non ho indagato oltre, da quella mattina abbiamo iniziato a fare colazione insieme e parlare un pò di tutto, lavoro, figli, desideri, lei vorrebbe trovare un altro compagno per la vita ma è indecisa per i figli, insinuandomi come un serpente nelle sue parole ho iniziato a dirle che effettivamente prendere un altro uomo da mettere in casa non sarebbe stato facile da accettare per i suoi figli, forse sarebbe stato meglio se lei avesse trovato un amico particolare con cui trascorrere un pò di tempo al di fuori dell'ambito familiare, sul momento è rimasta silenziosa poi sorridendo mi ha detto "non è che per caso ti stai proponendo come mio amico particolare?" con una faccia di bronzo totale ho risposto "chi io? ma dai, sono sposato... però noi siamo già amici... quindi perchè no?" lei ha sorriso nuovamente e ha detto qualcosa tipo lasciar perdere, mi ha salutato ed è andata al lavoro.
Dopo alcuni giorni che non ci siamo incontrati, una mattina davanti al solito caffè l'ho vista con un aria triste sul viso le ho chiesto come andava e lei "come vuoi che vada? lavoro come una schiava, corro a casa dai figli e sgobbo anche a casa, il mio ex marito mi fa dannare perchè non vuole dare i soldi del mantenimento per i figli e poi..." e si interruppe restando a bocca aperta guardandomi negli occhi come se si fosse accorta di avermi fatto delle confidenze troppo personali, allora le chiesi "e poi?" e lei "ma niente... scusa lo sfogo" le dissi che non doveva preoccuparsi e che se voleva sfogarsi ero sempre disponibile e lì osai di più "senti è già da un pò che volevo dirtelo, ma ora visto che hai bisogno di parlare con qualcuno per sfogarti... insomma accetteresti un invito a pranzo o a cena?" lei mi guardò e rispose "ok, va bene per oggi a pranzo alle 13? ci vediamo quà fuori ok?" risposi solo si ero frastornato dalla sua risposta.


Trascorsi la mattina in ufficio in attesa delle 13 e il cervello lavorava incessantemente a cosa dire e fare durante quell'incontro, finalmente le 13, la aspetto davanti al bar ed eccola arrivare, mi sembra ancora più bella di quando l'avevo vista la mattina, la guardo meglio,anzi la studio centimetro per centimetro, camicia aperta sul seno che lascia intravedere un reggiseno nero bordato di pizzo, pantalone attillato in vita che le fascia un culo stupendo e ai piedi un paio di sandali aperti con delle strisce molto eccitanti, truccata sobriamente, insomma una donna molto molto attraente, lo notai anche dagli sguardi di alcuni uomini che passandole vicino le lanciavano occhiate di ammirazione.


Un rapido saluto e ci siamo avviati ad un ristorante non troppo lontano, un posto tranquillo dove si mangia bene, a tavola lei ha iniziato a parlare del più e del meno ma senza dire nulla di particolare allora a un certo punto le ho chiesto se voleva finire il discorso che aveva iniziato quella mattina davanti al caffè? dopo un attimo di esitazione mi ha detto "questa mattina ero un pò giù, ora va meglio ma la sostanza di quello che ho detto non cambia e per finire il discorso... mi manca un uomo" a quelle parole il mio cervello è andato in tilt, non capivo se si riferiva ad un uomo come compagno per la vita oppure ad un uomo come compagno di sesso.


Optai per la seconda ipotesi e allungai una mia mano sulla sua, lei non si ritrasse "se vuoi un uomo come amico particolare io ci sono" lei non rispose, mi guardò negli occhi e sospirò, le dissi se le andava di fare una passeggiata alla sua risposta affermativa pagai il conto e uscimmo, camminando fianco a fianco non perdevo occasione per sfiorarle il corpo poi le presi una mano e lei me la lascio prendere, il sangue ormai era già bello caldo e preso l'ultimo coraggio che poteva servire la bloccai, mi voltai verso di lei e la baciai prima sulle guance poi sulla bocca, lei rimase immobile, allora la baciai ancora sulla bocca e sentii come un fremito, provai ad infilare la lingua tra le sue labbra e lei... apri la bocca e la sua lingua cercò la mia... credo che le persone che ci passavano vicino abbiano pensato che eravamo innamorati vedendo la passione con cui ci stavamo baciando, quando ci siamo staccati le ho detto "vieni con me ora" mi ha guardato e ha risposto "si, portami dove vuoi".


Ho preso l'auto e siamo partiti, non sapevo dove andare, ma non potevo perdere il momento magico che si era creato, mi sono diretto verso un albergo dove ero già stato in altre occasioni, quando ho parcheggiato lei mi ha guardato con aria interrogativa le ho detto "vieni con me" lei mi ha seguito dolcemente senza chiedere né dire nulla, ho preso la chiave della camera e siamo entrati, lei si è guardata intorno e prima che potesse dire qualcosa l'ho abbracciata e baciata, lei rispondeva al mio bacio con passione, l'ho stretta a me e allora ha sentito la mia eccitazione sulla sua pancia, si è staccata e ha detto "ma ti faccio questo effetto?" e io "se non credi a quello che hai sentito devi solo guardare con i tuoi occhi" sembrava che non aspettasse altro, le sue mani sono corse ad aprirmi i pantaloni che sono caduti al suolo e una sua mano è corsa immediatamente a saggiare la consistenza del mio cazzo da sopra i boxer, io ero eccitato e avevo una voglia di lei che credevo di scoppiare, ma lei forse ne aveva anche più di me perchè mi ha abbassato anche i boxer per prendermi subito il cazzo in mano, non sò come ho fatto a resistere al tocco della sua mano, piccola, delicata, lei era ancora vestita e io avevo ancora la camicia che mi sono sfilato da solo, era incantata a guardare il mio cazzo che stringeva nella sua mano "la conoscenza con lui l'hai fatta, ora che ne dici di dargli un bacio?" ha sorriso e senza dire una parola si è accucciata sulle gambe e ha iniziato a farmi un pompino da favola, non sò quanto sia durato, ho perso la cognizione del tempo, ad un certo punto ho sentito che stavo per godere e le ho detto che stavo per venire, lei ha accelerato il ritmo e quando ho iniziato a schizzare ha cercato di non farsene sfuggire nemmeno una goccia continuando a succhiarlo fino a ripulirlo da tutto, quando si è rialzata mi ha detto "io è da un pò che non lo faccio, ma tu? oppure ne fai sempre tanta così?" "vedrai dopo quanta ne faccio ancora".


L'ho spogliata e sdraiata sul letto, due tette sode non troppo grandi con un bel capezzolo sporgente, una pancetta appena accennata, due gambe affusolate con due piedini molto eccitanti, al centro un ciuffo di peli che incorniciava una fessura splendida e bagnata come una fontana.


Ho iniziato a baciarla dalla testa e sono sceso dietro le orecchie, sul collo, sui seni mordicchiando e leccando i capezzoli fino a farli diventare durissimi, sono sceso sulla pancia stuzzicando l'ombelico, poi sui fianchi e sulle gambe fino ai piedi leccandole tutte le dita una ad una, lei gemeva e si contorceva tutta, sporgeva in avanti il bacino per offrirmi la sua fica ma io sadicamente la evitavo apposta fino a che "leccamela, scopami, prendila o muoio oppure ti uccido, non ce la faccio più" allora mi sono deciso a leccarla, un sapore dolce mi ha invaso la bocca, ho leccato infilandole la lingua più a fondo possibile e stuzzicandole il clito, poi le ho infilato dentro un dito poi due infine tre, si dimenava sopra le dita come a volerne di più e così ha raggiunto il primo orgasmo, lungo, sconvolgente, ha iniziato a scuotersi tutta e mugolare quasi urlare, sono rimasto affascinato da quello spettacolo, quando si è placata le ho detto "tu godi sempre così o solo questa volta perchè è da tanto che non lo fai?" è scoppiata in una risata seguita dalla mia "fino ad ora abbiamo solo giocato, ora passiamo alle cose serie, scopami, ho voglia di sentire il tuo cazzo dentro di me e vedrai come godo" a quelle parole il mio cazzo è balzato in avanti come se volesse entrare dentro di lei senza di me, le ho spalancato le gambe e sono entrato dentro la sua fica lentamente, volevo sentire ogni centimetro delle sue pareti vaginali avvolgere il mio cazzo, una sensazione bellissima non solo per me ma anche per lei da come gemeva, quando sono entrato tutto dentro di lei mi sono fermato così e mi sono goduto quel momento splendido lei mi ha scosso "ora scopami, sbattimi forte, voglio sentire il tuo cazzo che mi apre tutta, voglio godere sul tuo cazzo" ho iniziato a sbatterla con colpi violenti alternati ad altri più lenti e lei si dimenava e gemeva sempre di più, lei ha avuto almeno un paio di orgasmi come il primo, quando sono arrivato anche io al punto di godere ho accelerato il ritmo, lei se ne è accorta "non venire dentro!" un attimo prima di schizzare l'ho tirato fuori e le ho schizzato tutta la mia sborra sulla pancia, alcuni schizzi sono arrivati alle tette e uno è arrivato fino al suo mento, sono rimasto fermo a guardare tutta la sborra sul suo corpo e anche lei si guardava stupita "caspita! ma allora ne hai davvero tanta da fare, ma ne hai altra?" "dammi qualche minuto e vedrai quanta altra ne ho".


Lei è andata in bagno a lavarsi ed è venuta a sdraiarsi vicino a me, abbiamo parlato un pò e lei ogni tanto mi stuzzicava dando una carezza al mio cazzo che stava recuperando le forze poi ha iniziato a sbaciucchiarlo e a leccarlo, insomma dopo un pò era nuovamente pronto, non ha perso tempo e mi è saltata sopra impalandosi da sola, ha iniziato a cavalcare come una puledra al galoppo, avevo il timore che me lo strappasse o che mi schiacciasse i coglioni dalle sgroppate che dava, ha avuto un altro paio di orgasmi a quel punto l'ho fatta smontare e messa alla pecorina mi sono messo dietro di lei e ho puntato il cazzo sulla sua fica ormai completamente aperta e fradicia dei suoi umori, ho ripreso a scoprala sbattendola violentemente lei gemeva sempre più forte, ma la mia vista è stata attratta dal buchino del suo culo che occhieggiava in mezzo alle sue natiche, ho sfilato il cazzo dalla sua fica e ho puntato la cappella su quel buchino invitante, lei ha avuto un attimo di esitazione e mi ha chiesto "che fai? nel culo no!" ma quando ha finito la frase la mia cappella era già dentro, si è irrigidita tutta e ha iniziato a sculettare per cercare di farmi uscire "ormai ce lo hai dentro e io non ho intenzione di tirarlo fuori, anzi, voglio infilartelo tutto dentro, quindi se collabori bene, altrimenti continuo ma ti farà molto male, a te la scelta" siamo rimasti immobili per alcuni secondi poi lei "ok, ma fai piano fa molto male" "rilassati e rilascia i muscoli" lei ha rilassato i muscoli che hanno tolto la stretta attorno al mio cazzo, la strada era aperta e ora anche libera, le ho fatto abbassare la testa sul cuscino facendole toccare anche il petto sul letto, era piegata tutta in avanti con il culo in alto completamente aperto con la cappella del mio cazzo dentro, mi sono posizionato meglio con le gambe e le ho detto "ora fai un respiro profondo" ha aperto la bocca per respirare e io ho affondato tutto il cazzo nel suo culo senza pietà, il respiro le si è strozzato in gola con un urlo soffocato dal cuscino, sono rimasto fermo per far abituare il suo buchino al mio cazzo, lei ha ripreso fiato con due lacrimoni che le rigavano il volto "bastardo! mi hai sventrato! fa un male boia, non l'avevo mai preso nel culo" "bè c'è sempre una prima volta e vedrai che ora piano piano il dolore passa e il piacere ti avvolgerà tutta e poi non ne farai più a meno, ora toccati la fica con una mano" ha iniziato a toccarsi e subito ha ripreso a gemere allora ho iniziato a sfilare il cazzo dal suo culo per metà e poi di nuovo dentro, lei ha mugolato di dolore, di nuovo avanti e indietro per metà altri gemiti da parte sua fino a chè il mio cazzo scivolava nel suo culo come se non avesse fatto altro in vita sua, ormai lo tiravo completamente fuori e lo rinfilavo dentro fino alle palle, lei ormai godeva e non si toccava più la fica "allora ti piace?" "bastardo! me lo hai spaccato completamente ma ora mi piace continua e riempimelo della tua sborra" a quelle parole non ho più resistito e ho iniziato a scaricare un altra quantità di sborra nel suo culo, ogni schizzo era un colpo violento in fondo al suo culo e un lamento e un gemito da parte sua, non sò quanto ho sborrato ma quando ho sfilato il cazzo dal suo culo un rivolo di sborra fuoriusciva lungo una sua coscia, lei si è afflosciata sul letto e io ho iniziato a baciarla sulla schiena dalle natiche su fino al collo, lei si è voltata e la sua lingua ha cercato la mia e poi "sei un bastardo, mi hai fatto male però mi hai fatto godere tantissimo e il dolore l'ho già dimenticato..." 
Inutile dire che oggi siamo "amici molto particolari" e appena è possibile stiamo insieme, siamo anche andati fuori per tre giorni noi due soli, ma questa è un altra storia...
ciao a tutti


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